Forza Italia Giovani, le riflessioni del coordinatore Battaglino sul 25 aprile

“Il 25 aprile, 115° giorno del calendario gregoriano (116° negli anni bisestili), è l’anniversario della liberazione d’Italia, giornata fondamentale per la storia del nostro Paese, un appuntamento al quale ciascun cittadino italiano e democratico di oggi non deve mancare. Esso ci riporta alla mente gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, quando la nostra amata Penisola si trovava spaccata in due: a nord la Repubblica Sociale Italiana con Benito Mussolini, a sud il Governo Badoglio”.

Così in una nota Giovanni Battaglino, coordinatore Cittadino dei giovani di Forza Italia di Telese Terme.

“In questo clima di gravi tensioni politico-sociali – prosegue -, i Partigiani, le cui linee erano composte da uomini e donne comuni, provenienti da diversi strati sociali, di diverse religioni, età, ma tutti accomunati dalla voglia di salvare il proprio paese e di renderlo finalmente libero, lottarono al fine di instaurare un clima nel quale si potesse iniziar a scorgere una patria degna sede di una giusta democrazia, avente come obiettivo primario la salvaguardia dell’uguaglianza tra gli uomini. E’ grazie a loro se oggi noi italiani abbiamo la possibilità di gridare a gran voce: “Viviamo in un paese libero”. Nonostante la storia ci mostri quanto siano state difficili le condizioni di vita di quel periodo, i Partigiani non si sono mai persi d’animo, si sono sacrificati, hanno perso la vita, alimentati dalla speranza di garantire a noi e alle generazioni che seguiranno un futuro migliore, all’insegna della gioia di sentirci cittadini italiani.

Sono passati 73 anni – aggiunge -, ed io ora mi chiedo: “Cosa rimane della resistenza? Gli ideali di libertà ed uguaglianza sociale che animarono gli animi patriottici di donne, ragazzi, studenti, lavoratori (al di là delle diverse opinioni politiche), sono rimasti semplicemente lettera morta?”. Oggigiorno chi educa le menti deve porsi una domanda: stiamo facendo il possibile al fine di non far rimanere il 25 aprile rilegato tra le righe di un libro di storia? Stiamo facendo il possibile per far capire agli studenti e studentesse più giovani che la Festa della Liberazione non è soltanto un giorno di vacanza in più? Mi appello alle parole del maestro Alex Corlazzoli: “Noi non abbiamo bisogno di un giorno in più di vacanza, ma di una giornata VERA di festa”. Cari amici, se oggi quegli eroi che hanno perso la vita potessero, seppur per un solo giorno, uscire dalle tombe e vedere quale considerazione ha della Festa della Liberazione, della resistenza, del “non arrendersi mai”, del loro sacrificio gran parte della giovane popolazione italiana e non solo, resterebbero senza dubbio sgomenti.
Oggi, 25 aprile 2018 – spiega Battaglino – riecheggiano ancora le parole dell’appello fatto dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini in occasione del discorso di fine anno del 1983 rivolto alle giovani generazioni: “Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia”. Valori non più attuali questi? Non si direbbe. Basti far riferimento alle parole del Presidente Sergio Mattarella, il quale ha ribadito e sostenuto in più occasioni: “La resistenza e la liberazione sono elementi fondativi della storia della repubblicana, un segno distintivo della nostra identità nazionale e un punto di trasmissione di valori tra le generazioni”.

Volendo tracciare un ponte ideale fra il messaggio del Presidente “partigiano” Sandro Pertini e l’appello già citato del Presidente Sergio Mattarella – conclude -, facciamo correre su di esso un unico ed accorato appello alle nuove generazioni, quale risveglio di quegli ideali di libertà per i quali troppo sangue fu versato. Forza amici, forza giovani, difendiamo ora e sempre, con le armi della fratellanza e della pace i tesori che la nostra amata Patria racchiude. Viva la Repubblica, viva la democrazia, viva l’Italia!”.

25 aprile 2018